ASSEMBLEA NAZIONALE CONTRO LA REPRESSIONE
21 GIUGNO 2008 A ROMA
Che ha portato alla costituzione di un primo organismo
di
Coordinamento nazionale contro la repressione
ro.red@fastwebnet.it
I Carc per documento della loro DN hanno comunicato che non aderiranno direttamente al Coordinamento ma che parteciperanno alle sue iniziative e campagne
Alla assemblea hanno dato la loro adesione Soccorso Rosso Proletario Veneto, l’AVae-m, SLAI Cobas per il sindacato di classe delle province di Venezia e Padova
info@guardareavanti.info srpveneto@mirarossa.org info@associazionevittimearmielettroniche-mentali.org info@slaicobasmarghera.org
>>> SALUTO AI PRIGIONIERI RIVOLUZIONARI DELLA
ASSEMBLEA
>>>
LOCANDINA http://www.guardareavanti.info/repressione/assemblea_21.06.08.pdf
>>>
MATERIALI DISTRIBUITI:
documento del Movimento Popolare
Peru’
intervento scritto di Marco
Sacchi
INIZIATIVE NEL PERIODO
>>> Sit in per Zeynep, Avni ed Ibrahim Fatayer, roma 22
giugno
>>>
Resoconto del sit-in a Bologna (Carc
d.n.)
>>> Appello per 1 luglio a Bologna del Partito dei carc
>>> 7 e 8 luglio Sit in a Strasburgo del circuito FEDAME cui aderisce l'AVae-m
Sit in a Trento del 11 e 25 luglio al processo per il sit in del 8 ottobre 2005 per Paolo Dorigo <<<
Volantino 25 luglio 2008 Sintesi 25 luglio 2008 Resoconto 25 luglio 2008 http://www.informa-azione.info/trento_sul_processo_ad_alcuni_compagni <<<
19 luglio a Bruxelles davanti alla casa comunale di Saint'Gilles, sit-in per Bertrand Sassoye <<<
Partecipazione al processo di Milano contro militanti per la costruzione
del Pcpm ed altri compagni cfr. http://assparentieamici.wordpress.com/ <<<
>>> SIT IN PER ZEYNEP ED AVNI IN OCCASIONE DELL'UDIENZA DEL 15 LUGLIO P.V.
Si è tenuta a Roma il 21 giugno l'assemblea nazionale
contro la repressione
con promozione e adesione di: Proletari comunisti, ASP,
Rete Antifascista
perugina, Sindacato Lavoratori in Lotta, collettivo Iqbal
Masih Lecce,
Carc, Piattaforma comunista, Red Block, Bollettino
Lavoratori Autorganizzati
Mestre, Slai Cobas per il sindacato di classe,
Avae-m, a cui si sono aggiunti
'L'altra Lombardia', Collettivo
Internazionalista 'Dino Frisullo', Comitato
contro l'estradizione di Avni Er
e Zeynep Kilic , più altri compagni a
titolo personale.
All'Odg sotto la
parola d'ordine "unire, lottare, trasformare lo stato di
cose esistente", la
costituzione di un coordinamento nazionale contro
la
repressione.
Nell'introduzione, Proletari comunisti ha posto l'esigenza
della larghezza e
dell'ampiezza necessaria a fronteggiare l'azione repressiva
complessiva
dello Stato e la necessità di un nuovo livello di cooperazione
delle forze
colpite dalla repressione e impegnate nella lotta contro di essa.
Non per
fare solo già quello che si fa con alcuni risultati importanti, ma
per
superare la logica che ognuno lotti contro la "sua
repressione".
Non si tratta solo di raccogliere il movimento esistente,
ma lavorare per
farlo crescere e porlo all'altezza dell'attacco dello Stato,
alzare il tiro
della risposta, ritrovando nelle ragioni particolari le
ragioni generali,
per avanzare nelle singole battaglie ma soprattutto per
modificare e
rovesciare i rapporti di forza.
La logica che ci deve guidare
è che quando colpiscono i Carc siamo tutti
Carc, quando colpiscono Proletari
comunisti, siamo tutti Proletari
comunisti, ecc. Perchè dietro ogni singolo
fatto repressivo c'è un'unità di
fondo che muove l'azione della
borghesia.
La repressione colpisce i rivoluzionari, gli antifascisti, gli
anarchici. Si
costruiscono montature giudiziarie e poliziesche contro le
lotte e le
organizzazioni proletarie; contro i movimenti anti Tav, anti Base
(NO Dal
Moln), anti discariche ecc.
Si fanno licenziamenti politici e
discriminazioni sui posti di lavoro, si
licenziano le avanguardie operaie.
Nelle carceri si peggiorano le condizioni
di vita dei prigionieri politici,
si attua contro di essi il 41bis e forme
di torture fisiche e psicologiche.
Si criminalizzano tutti trasformando ogni
fermento in "associazione
sovversiva", da colpire con il 270bis.
Si assicura una copertura di Stato
alle aggressioni fasciste contro
antifascisti e immigrati; si legalizzano le
ronde razziste della Lega Nord;
si pratica la brutalità omicida e la impunità
poliziesca contro immigrati,
fermati, cittadini inermi.
Si approvano
pacchetti di sicurezza, si usa l'esercito nelle strade,avanza
la
militarizzazione.
Uno Stato di polizia che rappresenta il vero
terrorismo.
Di qui la necessità di costruire un fronte per unire le forze,
non solo per
un piano di iniziative, ma per unificare nel profondo,
utilizzando tutte le
forme di iniziativa e di lotta, dai presidi alle
manifestazioni, fino al
referendum abrogativo del 270bis.
Un coordinamento
nazionale deve servire a questo.
Un coordinamento in cui ci impegniamo,
almeno per un anno, a fare insieme le
cose, a partire dalla costruzione di
una manifestazione nazionale in
autunno, sviluppando sulla base dell'unità un
chiarimento e anche una lotta
anche al nostro interno in corso d'opera.
Un
coordinamento che parta dalle forze presenti, ma che punti ad allargarsi
a
tutti coloro che qui non sono presenti o che sono impegnate in altre
campagne
verso le quali siamo solidali.
Un coordinamento che abbia una base
territoriale in tutto il paese, con la
creazione di vere e proprie "case di
solidarietà proletaria", o comunque si
chiamino; luoghi comune per tutti
coloro colpiti dalla repressione, dove si
costruiscono iniziative
insieme.
Dopo l'introduzione, prima degli interventi, è stato letto
il
documento/resoconto della Conferenza Internazionale di Colonia del
25
maggio - in allegato.
E' intervenuto poi il rappresentante dell'ASP
che ha letto l'appello del
Partito dei Carc e dell'Asp
per una
presidio il 1° luglio a Bologna in occasione della nuova udienza del
processo
sostenuto dal PM Giovagnoli c; chiedendo all'assemblea di
sottoscrivere
l'appello.
L'ASP ha proseguito sostenendo che da tempo propugna l'idea di
unirsi in un
unico fronte di lotta, di formare un coordinamento contro la
repressione. Il
sistema capitalista attraversa una crisi forte e ampia e
conduce una vera e
propria 'guerra di sterminio' verso le masse popolari,
basta pensare ai
morti sul lavoro, agli immigrati annegati nel mare
ecc
Prima di arrivare a reprimere le masse, fanno una repressione
selettiva
verso i comunisti, le avanguardie operaie organizzate e poi le
avanguardie
di lotta. Si approva un pacchetto di sicurezza che è una vera e
propria
legge razziale.
Alla repressione risponde una resistenza che si
presenta, però, abbastanza
disgregata.
C'è l'idea della lotta alla
repressione fatta come gruppo. Questo disgrega
la lotta.
Il fronte comune
contro la repressione deve avere alla base una concezione
che non limita
l'unità alle forze soggettive; la lotta contro la repressione
non è
appannaggio di una elite ma delle masse operaie e popolari.
Bisogna esprimere
e praticare la solidarietà a chi va in carcere per vari
motivi, sia politici
che sociali. Bisogna coinvolgere le masse popolari, sia
quando la repressione
le colpisce direttamente, sia quando questo non
avviene, facendo conoscere i
fatti di repressione, le ragioni di essa, e
invitarle alla
mobilitazione.
Un coordinamento che attui sempre la solidarietà tra compagni,
serve un
patto di solidarietà e collaborazione per costruire questo
coordinamento;
bisogna fare un lavoro di contatti, battaglie comuni,
confronti con altre
forze allo scopo di allargarlo.
Sul piano
organizzativo perchè esso funzioni, è necessario che ogni forza
metta a
disposizione un compagno, affinchè ci si possa
vedere
periodicamente.
Infine, ha concluso riprendendo l'appello alla Girp
come giornata dedicata
ai rivoluzionari prigionieri, annunciando le
iniziative, in cui si parli e
si sostenga specificatamente i detenuti
politici e ha proposto di approvare
un saluto ai rivoluzionari
prigionieri.
E' intervenuto poi un compagno di Piattaforma comunista che
ha letto un
documento, in allegato.
E' intervenuto, poi, il compagno
Paolo Dorigo, a nome degli organismi di
Mestre e Venezia che avevano aderito
all'assemblea. E' partito denunciando
l'opportunismo che domina le forze
della sinistra e l'importanza in questo
senso di questa assemblea e della
proposta di un soccorso rosso proletario
di massa. Ha ricordato come la
repressione abbia una lunga storia, che
l'operazione 7 Aprile' 1979 ha
anticipato le tecniche della repressione
negli anni successivi, così come
quelle che si sono sviluppate in altri
paesi come il Perù, volte a sviluppare
le tecniche di dissociazione,
desolidarizzazione che si sono ripetute in
molte altre vicende successive.
Bisogna dare vita ad una 'assemblea
proletaria nazionale contro la
repressione', guidata da una visione della
contraddizione capitale/classe
operaia interna alla contraddizione principale
imperialismo/popoli oppressi.
Nel nostro lavoro, se dobbiamo fare fronte,
dobbiamo usare una terminologia
da fronte e non di partito e, quindi,
non pretendere di imporre le proprie
formulazioni a tutto il fronte.
Per questo è importante, ad esempio, che se
aderiamo alla manifestazione del
1° luglio di Bologna, lo facciamo con un
nostro testo di adesione. Non
dobbiamo puntare a ricavare un tornaconto di
gruppo nella battaglia
contro la repressione. Ha poi illustrato alcune
battaglie che si stanno
facendo come in Veneto su diversi fronti. Ha
sostenuto che è necessario
difendere i diritti della persona e non solo
della classe. Anche Marx è
partito da un comitato per i diritti umani. Non
siamo d'accordo ad usare la
formulazione "siamo tutti sovversivi" perchè
così usiamo i valori della
borghesia. Nella battaglia comune non dobbiamo
fare della propaganda propria
il terreno principale, in particolare su
terreni in cui ci sono divergenze,
vedi la questione elettorale. Infine, ha
riportato la richiesta della Avae-m
che l'assemblea dedichi una riunione
specifica alla problematica della
tortura e delle vittime della armi
elettroniche.
E' intervenuto il
rappresentante del Sindacato Lavoratori in Lotta (SLL) che
ha portato il suo
saluto a questo tentativo. Ha ricordato che dal '87 hanno
iniziato un
discorso come disoccupati e sono stati ripetutamente vittime
della
repressione. Nel 2004 siamo stati accusati di "estorsione" mentre
facevamo la
lotta per il lavoro e i diritti dei lavoratori.
Se vogliamo fare un
coordinamento dobbiamo coinvolgere le altre realtà, non
coltivare il proprio
orticello. La repressione è un piano generale che si
rivolge innanzitutto
contro i comunisti. Dobbiamo da oggi fare un fronte
unito e lanciare un
appello a tutte le altre realtà. Diciamo sì alla nascita
di questo
coordinamento ma lo dobbiamo allargare ad altri e fare un piano
di
iniziative.
Il collettivo Iqbal masih, ha aderito alla proposta di
coordinamento
nazionale. Finalmente, ha detto, dato che da diversi anni ci
sono molti
organismi, tutti quanti a parole sono per l'unità contro la
repressione ma
poi nei fatti non si fa. Dobbiamo allargare questo
coordinamento facendo una
battaglia contro il settarismo. Ha invitato
l'assemblea ad appoggiare
l'appello per la manifestazione del 1° luglio a
Bologna.
Ha portato l'adesione di altre realtà di Lecce e ha chiesto che
l'assemblea
si impegni il 14 e 15 luglio in occasione del processo contro
l'espulsione
dei compagni turchi con iniziative davanti al Tribunale e ai
CTP.
Il rappresentante dei Carc ha sostenuto che l'assemblea di oggi è
importante
ed è un passo in avanti nella costruzione del fronte unito contro
la
repressione. Rispetto alla proposta di coordinamento, il Carc si riserva
di
analizzarla meglio. C'è la necessità di combinare iniziative comuni
di
solidarietà e lotta con un dibattito franco e aperto.
Bisogna
approfondire l'analisi su come fronteggiare la repressione nei
processi. Il
Carc propone il processo di rottura, basato su due gambe:
sviluppare la
mobilitazione delle masse contro la repressione e intervenire
nelle
contraddizioni del nemico. Lo abbiamo fatto con l'appello "No
alle
persecuzioni" e abbiamo raccolto firme anche di esponenti democratici
e
sinistra borghese che hanno preso posizione. L'obiettivo in aula è
stato
quello di passare da accusati ad accusatori, utilizzando le leggi a
nostro
vantaggio e violandole quando sono a nostro svantaggio. Quindi,
ha
rilanciato la proposta di sottoscrivere l'appello per il 1°
luglio.
La compagna della Rete Antifascista perugina ha detto che
bisogna
raccogliere l'invito a cercare l'unità politica e pratica contro
la
repressione. Ha rilanciato l'appello a fare il presidio al CTP sia per
i
compagni prigionieri turchi e palestinesi che per gli immigrati.
Ha
raccontato di pestaggi e ha insistito perchè nella piattaforma
del
coordinamento venga inserita la lotta contro i campi di concentramento
per
gli immigrati.
Lo Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto
è ritornato sulla
montatura giudiziaria che colpisce questa organizzazione
sindacale e
proletari comunisti ad opera della Procura di Potenza, mettendo
in rilievo
la necessità di comprenderne la particolarità e il salto che
essa
costituisce nell'attaccare, in stretto legame con i padroni,
l'azione
sindacale di classe e il ruolo dei comunisti in rapporto alla
classe
operaia. Bloccare le iniziative dei comunisti, intimidire le
avanguardie
operaie per imporre paura e repressione all'intera classe.
Colpire la nostra
azione cercando attraverso la repressione di trovare i
reati, andando oltre
il "processo alle intenzioni".
In un precedente
intervento era stato sostenuto che vengono inseriti
nell'inchiesta tutte le
organizzazioni comuniste per farne un polverone
giudiziario, come "caccia
alle streghe" verso comunisti e classe operaia.
Questa inchiesta offre,
quindi, l'opportunità di legare repressione dei
comunisti e lotte operaie e
contribuire a dare una base di massa alla lotta
contro la
repressione.
Nell'assemblea è stata anche espressa solidarietà ai 19
compagni di area No
Global di Taranto che verranno processati dal 15 ottobre
per "associazione
sovversiva". Si tratta di una 'Cosenza bis' dove la
borghesia vuole ottenere
ciò che non è riuscita ad ottenere a Cosenza, un
ignobile processo-vendetta,
mentre i torturatori, i massacratori di Genova,
di Napoli vengono assolti o
sottratti a processi e condanne dai magistrati
sotto la regia dell'attuale
governo.
Red Block di Palermo, dopo aver
elencato esempi di repressione a Palermo, ha
spiegato come si stia cercando
di raccogliere l'appello degli immigrati
Tamil, oggetto di una recente
operazione repressiva, volta a sostenere la
natura "terrorista" di tutti gli
immigrati che fanno parte di questo popolo.
Red Block guarda oltre questa
riunione e si impegna ad organizzare la
pratica comune di lotta alla
repressione con altre realtà palermitane, a cui
vanno portati i risultati e
le proposte di quest'assemblea.
Il Carc di Roma ha denunciato il gruppo
che sostiene la repressione
italo-francese. Ha presentato un dossier
sull'argomento, proponendo di
generalizzare il metodo dei dossier per
informare le masse ma anche i
democratici e portarli a prendere posizione,
visto che c'è un attacco alle
libertà di parola e di espressione.
Da
Proletari comunisti di Ravenna è stato messo in rilievo come le
operazioni
repressive in questa città colpiscono noi e lo slai cobas per il
sindacato di
classe per la pratica dell'antifascismo militante, per la lotta
per la
sicurezza sui posti di lavoro che ha visto anche l'occupazione
dell'agenzia
interinale Intempo, responsabile di aver mandato a morire due
operai al Porto
di Ravenna e a Porto Marghera. Ha detto che proprio nei
giorni scorsi vi era
stata una forte iniziativa contro i fascisti e razzisti
di Fiamma Tricolore
che volevano fare un presidio contro il diritto di voto
agli immigrati.
Abbiamo organizzato insieme agli altri antirazzisti una
contromanifestazione
occupando la zona dove i fascisti volevano tenere la
loro manifestazione. E
non ci siamo trovati soli, hanno partecipato
centinaia di immigrati, e lo
stesso sindaco ha dovuto partecipare al
presidio e poi denunciare i fascisti.
E anche qui si parla di denuncia verso
di noi.
La lotta contro la
repressione ha potuto contare spesso sulla solidarietà
degli operai e questo
ci da forza.
Quindi si sono tirate le conclusioni della
riunione.
Facciamo il coordinamento e combattiamo il settarismo dando
l'esempio.
Un coordinamento e non un'assemblea proletaria nazionale perchè
non si può
andare da un'assemblea ad un'altra.
Un coordinamento e non
ancora un soccorso rosso proletario e di massa che è
una parola d'ordine che
si può costruire con allargamento, con il lavoro
comune di almeno un anno che
crei un metodo, una concezione, una prassi
comune.
Sì, ad indicare un
compagno per organizzazione come prima forma di
organizzazione. Ma è
necessario dare una base territoriale, nazionale del
coordinamento, con sedi
e strutture in ogni città, a partire dalle sedi
delle realtà che aderiscono
al coordinamento.
Dobbiamo caratterizzare il nostro lavoro come lavoro di
massa, per fare
della lotta alla repressione una lotta di massa.
Dobbiamo
lavorare ad una manifestazione nazionale.
Bisogna rivolgersi a tutte le altre
forze per allargare il coordinamento.
Lavorando in questi mesi, partecipando
alle iniziative già esistenti, a cui
diamo l'adesione, e ritrovandoci in
forme possibilmente più allargate a fine
settembre per organizzare e
programmare l'iniziativa nazionale e la
manifestazione nazionale.
Al
coordinamento aderiscono le forze presenti.
Il Carc e Piattaforma comunista
si riservano di discutere sulla proposta
prima di dare la loro
adesione.
Viene deciso
un comunicato di adesione alla manifestazione
del 1°luglio;
di proseguire la campagna per i compagni prigionieri turchi e
palestinesi;
aderire all'iniziativa contro i CTP del 14 -15 luglio, cercando
di
realizzare una presenza numerica;
fare un messaggio di saluto ai
prigionieri politici rivoluzionari;
trasmettere e utilizzare questo resoconto
verso tutte le altre realtà
impegnate nella lotta contro la repressione per
discutere e confrontarsi
nella costruzione del coordinamento
nazionale.
Al termine dell'assemblea nazionale una parte dei partecipanti
ha realizzato
un presidio di denuncia e solidarietà sotto la sede centrale
del Corriere
della Sera per i compagni turchi e palestinesi. Il presidio ha
raggiunto una
parte del suo obiettivo, quello di rompere il silenzio della
grande stampa
che ha dovuto, sia pur a malincuore, parlare della
vicenda.
Anche Liberazione ha dato spazio martedì 24/6 ad un lungo comunicato
del
Comitato contro l'estradizione che ha realizzato un proficuo presidio
sotto
la Regione Puglia appunto martedì 24.
21.6.08
All'Odg sotto la
parola d'ordine "unire, lottare, trasformare lo stato di cose esistente", la
costituzione di un coordinamento nazionale contro la
repressione.
Nell'introduzione, Proletari comunisti ha posto l'esigenza della
larghezza e dell'ampiezza necessaria a fronteggiare l'azione repressiva
complessiva dello Stato e la necessità di un nuovo livello di cooperazione delle
forze colpite dalla repressione e impegnate nella lotta contro di essa. Non per
fare solo già quello che si fa con alcuni risultati importanti, ma
per
superare la logica che ognuno lotti contro la "sua repressione".
Non si tratta solo di raccogliere il movimento esistente, ma lavorare
per farlo crescere e porlo all'altezza dell'attacco dello Stato, alzare il tiro
della risposta, ritrovando nelle ragioni particolari le ragioni generali, per
avanzare nelle singole battaglie ma soprattutto per modificare e rovesciare i
rapporti di forza.
La logica che ci deve guidare è che quando colpiscono i
Carc siamo tutti Carc, quando colpiscono Proletari comunisti, siamo tutti
Proletari comunisti, ecc. Perchè dietro ogni singolo fatto repressivo c'è
un'unità di fondo che muove l'azione della borghesia.
La repressione colpisce
i rivoluzionari, gli antifascisti, gli anarchici. Si costruiscono montature
giudiziarie e poliziesche contro le lotte e le organizzazioni proletarie; contro
i movimenti anti Tav, anti Base (NO Dal Moln), anti discariche ecc.
Si fanno
licenziamenti politici e discriminazioni sui posti di lavoro, si licenziano le
avanguardie operaie. Nelle carceri si peggiorano le condizioni di vita dei
prigionieri politici, si attua contro di essi il 41bis e forme di torture
fisiche e psicologiche. Si criminalizzano tutti trasformando ogni fermento in
"associazione sovversiva", da colpire con il 270bis.
Si assicura una
copertura di Stato alle aggressioni fasciste contro antifascisti e immigrati; si
legalizzano le ronde razziste della Lega Nord; si pratica la brutalità omicida e
la impunità poliziesca contro immigrati, fermati, cittadini inermi.
Si
approvano pacchetti di sicurezza, si usa l'esercito nelle strade,avanza la
militarizzazione.
Uno Stato di polizia che rappresenta il vero
terrorismo.
Di qui la necessità di costruire un fronte per unire le forze,
non solo per un piano di iniziative, ma per unificare nel profondo, utilizzando
tutte le forme di iniziativa e di lotta, dai presidi alle manifestazioni, fino
al referendum abrogativo del 270bis.
Un coordinamento nazionale deve servire
a questo.
Un coordinamento
in cui ci impegniamo, almeno per un anno, a fare insieme le cose, a partire
dalla costruzione di una manifestazione nazionale in autunno, sviluppando sulla
base dell'unità un chiarimento e anche una lotta anche al nostro interno in
corso d'opera.
Un coordinamento che parta dalle forze presenti, ma che punti
ad allargarsi a tutti coloro che qui non sono presenti o che sono impegnate in
altre campagne verso le quali siamo solidali.
Un coordinamento che abbia una
base territoriale in tutto il paese, con la creazione di vere e proprie "case di
solidarietà proletaria", o comunque si chiamino; luoghi comune per tutti coloro
colpiti dalla repressione, dove si costruiscono iniziative
insieme.
.......Dalle
conclusioni.......
Dobbiamo caratterizzare il nostro lavoro come lavoro di
massa, per fare della lotta alla repressione una lotta di massa. Dobbiamo
lavorare ad una manifestazione nazionale.
Bisogna rivolgersi a tutte le altre
forze per allargare il coordinamento.
Lavorando in questi mesi,
partecipando alle iniziative già esistenti, a cui diamo l'adesione, e
ritrovandoci in forme possibilmente più allargate a fine settembre per
organizzare e programmare l'iniziativa nazionale e la manifestazione
nazionale.
DA INTRODUZIONE E CONCLUSIONI
A CURA DI
PROLETARI COMUNISTI
ro.red@libero.it
ro.red@fastwebnet.it
21.6.08