PERU’ I lavoratori attuano il primo nuovo sciopero nazionale operaio e contadino contro il genocida Alan Garcia, la regione di Ayacucho mobilitata contro la presenza americana

8-9 luglio 2008  (da varie fonti)

Sta accadendo ancora, sostanzialmente sottotono le notizie dei media occidentali che sistematicamente censurano le notizie della guerra popolare e dei nuovi processi per genocidio in corso che vedono sul banco degli accusati generali, soldati, poliziotti; come nel 2000 e 2001, allorquando la mobilitazione di massa porto’ alla caduta di Fujimori, come nel 2005, allorquando a cadere fu Toledo, ora le masse stanno scendendo in campo politicamente contro la politica antioperaia di Alan Garcia. La forza del PCP e della guerra popolare si comprende bene anche da questa radicalita’ con la quale le masse non stanno certo agli ordini di manifestare pacificamente, provenienti dalle centrali riformiste.

Le mobilitazioni sono iniziate con lo sciopero nazionale contadino di 48 ore iniziato martedi’ 8 rivolto contro una legge che permette la gestione esterna dei terreni delle comunita’ contadine e minerarie, e con lo sciopero regionale totale della regione di Ayuacucho organizzato dal Fronte di Difesa del popolo contro la presenza militare americana nella zona, dove e’ prevista tra l’altro una nuova base di 1.000 militari yankee. Ad Ayacucho hanno sfilato in manifestazione 8.000 persone. Lo sciopero di Ayacucho ha portato alla serrata tutte le attivita’ della zona.

DOCUMENTO DELLA ASSOCIAZIONE DI NUOVA DEMOCRAZIA / PERU’ EUROPA / SULLA INVASIONE AMERICANA CONTRORIVOLUZIONARIA

Comunicato ASSOCIAZIONE PER LA DIFESA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DEL POPOLO ITALIA

LO SCIOPERO GENERALE CONVOCATO PER L'8 LUGLIO 2008 IN PERU' DAL FRONTE DI DIFESA DI AYACUCHO CONTRO LA PRESENZA AMERICANA NEL PAESE E NELLA REGIONE 

RICORDIAMO CHE GIA’NEL 2005 ERANO 6 LE POSTAZIONI DELL’ESERCITO AMERICANO NELLA SELVA

Lo sciopero nazionale di 24 ore avvenuto mercoledi’ 9 ha portato la tensione sociale alle stelle in ogni importante centro peruviano.

La protesta, ufficialmente organizzata dalla CGTP, contro il costo della vita e per salari e regole del lavoro che rispettino i lavoratori ed i loro diritti, rivolta anche contro la politica di privatizzazione e concessione di terre, canali idrici, boschi e porti della Amazzonia peruviana, e’ stata fronteggiata da 100.000 poliziotti.

Il dispiegamento reazionario e’ stato preventivamente attuato su aeroporti, centrali elettriche e dell’acqua, sin da martedi’.

Gruppi di contadini bloccarono sin da martedi’ diverse strade nella regione andina ed amazzonica del Peru’, compresa la ferrovia e la cittadina incarica di Machu Picchu.

Le attivita’ turistiche connesse a Machu Picchu sono state sospese preventivamente dalla impresa PerúRail.

Lo sciopero ha completamente paralizzato anche le regioni amazzoniche di Madre de Dios, vicina a Cuzco, cosi’ come le regioni settentrionali di Ucayali e Amazonas. Rifiutano  la "legge della selva" mediante la quale si promuove l’investimento privato nella riforestazione, il che danneggia i gruppi indigeni e le etnie amazzoniche.

Una indagine statistica nazionale della Universita’ di Lima segnalo’ che il 34% dei peruviani considera il paese peggiore che nel 2006, il 48% lo considera uguale, e il 19% che e’ migliorato.