VELENI A SPINETTA MARENGO (ALESSANDRIA)

Spinetta Marengo Ŕ un quartiere industriale di Alessandria che si trova a sud
del capoluogo mandrogno in direzione di Tortona.
Qui nel corso della seconda metÓ del secolo scorso si Ŕ impiantato un grosso
polo chimico, che ha visto la presenza di importanti aziende del settore:
Ausimont, Atofina e Solvay.
Venerdý 30 ottobre la Procura della repubblica di Alessandria ha concluso le
indagini sul caso del cromo esavalente, che si trova nel sottosuolo ed Ŕ
responsabile di un grave inquinamento dello stesso, rinviando a giudizio 38
dirigenti delle tre aziende sopra citate; l'accusa per tutti Ŕ "disastro
colposo" per aver versato - nel corso dei decenni -  nel sottosuolo sostanze
tossico-nocive senza mai chiarire alle autoritÓ la loro natura e pericolositÓ:
in tutto si tratterebbe di un volume di circa 500 mila metri cubi di veleni,
l'equivalente di una montagna delle dimensioni del duomo di Milano.
Queste sono le evidenze: alla luce di ci˛ appare incredibile il comportamento
della Solvay - che si lamenta per il servizio mandato in onda dalle "Iene"
questa settimana - che sostiene, con che faccia poi, di non aver potuto
spiegare nulla a causa della censura subita.
Questi signori hanno avuto a disposizione decenni di tempo per spiegare a chi
di dovere - e non certo ad una troupe di Mediaset - il loro scellerato
comportamento che ha portato ad un grave inquinamento del fiume Bormida e del
sottosuolo: si vergognino!
Auspichiamo che la magistratura borghese faccia il suo corso: condanni questi
inquinatori ad una congrua pena per tutti i danni procurati alla popolazione e
li obblighi alla immediata bonifica, naturalmente a loro spese, di tutto il
territorio interessato.
Segnaliamo che questi sono gli auspici degli Enti locali interessati, Comune
e Provincia, ma essi si trovano in contrasto con i desiderata degli ignobili
sindacalisti della Cisl provinciale secondo i quali sarebbe <impossibile la
bonifica del sito inquinato. Si dovrebbe procedere alla sospensione delle
lavorazioni e la Solvay se ne andrebbe. Meglio la messa in sicurezza.
L'azienda Ŕ liberissima di andarsene, ma prima deve provvedere, a sue spese,
alla bonifica totale del sito, per rispetto dell'ambiente e dei cittadini che
qui abitano.

Alessandria, 31 ottobre 2009

Stefano Ghio - Torino