SUSSULTI A SINISTRA

La seconda meritata disfatta della falsa sinistra
istituzionale in dodici mesi - 'zeru tituli' sia al
parlamento italiano sia a quello europeo - comincia a dare
i suoi frutti, per quanto molto silenziosamente, visto che
la stampa reazionaria e quella borghese sembrano far finta
di non accorgersene.
Il "Corriere Mercantile", storico quotidiano genovese da
qualche anno veicolato insieme con "La Stampa", di domenica
19 luglio dà conto del fatto che Sl comincia a perdere
pezzi, a causa del fatto che il gruppo Unione a Sinistra,
in Liguria, entra nel partito sedicente democratico per
appoggiare la candidatura a segretario di Pierluigi
Bersani, con la motivazione politica - come spiega il
membro del coordinamento provinciale Daniele Piacenza -
della speranza che <con la guida Bersani si possa dare una
svolta socialista al Pd>; a parte l'illusione di una svolta
socialista dei novelli democristiani, a noi questa manovra
appare come una ricerca di poltrone assicurate e nulla più.
Sul versante opposto della falsa sinistra istituzionale,
ci piace segnalare l'iniziativa svolta sabato dalla
associazione Comunisti-Sinistra popolare, la nuova creatura
dell'ex Pdci Marco Rizzo, nella sala del bar Professional
di via Morin a Genova, nel quartiere della Foce.
Davanti ad una ventina di compagni, l'ex europarlamentare
ha detto cose assai condivisibili, che vanno nella
direzione opposta a quella finora seguita dalle burocrazie
dei partiti riformisti.
Ne sono esempi concreti le due seguenti affermazioni: <non
esiste un governo a prescindere amico dei lavoratori; se un
governo di sinistra fa delle porcate, saremo in piazza
contro il governo> e, in merito alle elezioni, esse <devono
tornare ad essere il momento di verifica del lavoro svolto,
e non continuare ad essere un modo per distribuire
cadreghe>.
Comunque la si pensi circa le elezioni borghesi, seppure
noi siamo profondamente contrari a questo simulacro di
democrazia, ci appare una netta inversione di tendenza
rispetto al recente passato, con un tentativo di ritornare
ad una politica simile a quella praticata dal vecchio Pci
revisionista.
Che questa possa essere la via giusta per rivitalizzare la
sinistra borghese ce lo indicano i numeri decantati dal
coordinatore provinciale, Roberto Delogu; a circa un mese
dalla sua nascita, l'associazione ha già una sede - in via
Marsano 13, nel quartiere di San Fruttuoso - e conta circa
50 aderenti, dei quali fanno parte: sei membri su sette
della ex segreteria provinciale, quindici membri su venti
del Comitato politico federale, sei segretari di sezione su
otto.
Come si può ben facilmente dedurre il Pdci, almeno a
Genova, nei fatti non esiste più, ma la cosa più importante
è che con buona parte di coloro che hanno seguito Rizzo si
potrà lavorare sicuramente ad iniziative comuni, essendo
molti di loro estranei alle logiche delle burocrazie
borghesi che infestano i partiti della falsa sinistra.

Torino, 19 luglio 2009


Stefano Ghio - Torino