SI DOCUMENTASSE
"Liberazione" di martedì 15 dicembre riporta, a pagina 10, una sintesi
della relazione del Pastore valdese alla direzione nazionale rifondarola
tenutasi
il giovedì precedente.
Leggendola il pensiero va a quanto poco questo signore conosca il suo
partito: non c'è dubbio, infatti, che dalle sue parole traspaia una
speranza che a noi appare come una specie di missione impossibile.
Il nativo di Pomaretto spende l'ultima parte del suo intervento
prodigandosi alla ricerca del "che cosa fare", ed in questa ottica sciorina una
serie
di misure che gli adepti della nuova Federazione della sinistra dovrebbero
attuare per farla tornare visibile, dopo la cancellazione dai parlamenti
nazionale
ed europeo.
Le idee non mancano, ma il nativo della val Germanasca non fa i conti con
quelle che sono le forze, e soprattutto le volontà dei dirigenti rifondaroli
ed affini.
Ciò che è accaduto a Torino, in occasione della preparazione della
manifestazione della Rete nazionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro,
dovrebbe suonargli come campanello di allarme: non è possibile che
Rifondazione a livello nazionale aderisca e poi, all'atto pratico, si presenti
in
quattro persone contate (di cui uno distribuisce il volantino di Medicina
Democratica, di cui è il referente torinese), tutti rigorosamente senza alcun
segno
distintivo.
Per finire segnaliamo una altra perla di una dirigenza locale rifondarola,
in questo caso quella ligure: queste menti geniali sono arrivate al punto che,
per fare una iniziativa antifascista, sono costretti a ricorrere all'aiuto dei
Carc - peraltro assenti nella regione - ed a concedere loro la sala del circolo
Bianchini-Dente di piazza Romagnosi a Genova, altrimenti usato
esclusivamente per le cene del venerdì sera.
Qualcosa ci dice che il Pastore valdese non conosce affatto il partito che
dirige: sarebbe bene che, prima di parlare, si documentasse.
Torino, 15 dicembre 2009
Stefano Ghio - Torino