PROCESSO ETERNIT: INIZIA LA FASE PRELIMINARE

Torino, 6 aprile 2009 ore 10:00, Palazzo di Giustizia di
corso Vittorio Emanuele II 130; inizia il processo alla
multinazionale dell'amianto, la Eternit, e specificamente
ai proprietari della stessa, il padrone Stéphan Ernest
Schmidheiny (61 anni) ed il conte Jean Louis Marie Ghislain
De Cartier De Marchianne (88 anni).
Questa azienda, dichiarata fallita negli anni 80, aveva
quattro fabbriche in Italia; Bagnoli (NA), Rubiera (RE),
Cavagnolo (TO), e Casale Monferrato (AL); all'interno di
questi siti si lavorava il micidiale cemento-amianto, che
ha provocato la morte di 2.056 lavoratori - e più di 800
dei loro familiari (la parte del leone la fa Casale
Monferrato (AL) con 1.400 morti e 500 malati, mentre 50
sono i morti annui sempre nella stessa città) nel corso dei
decenni, per mesotelioma pleurico, una malattia particolare
che si sviluppa a causa della esposizione all'amianto.
Le parti lese di questa causa sono sono al momento 2.289,
ma probabilmente si arriverà a 5.700 prima dell'inizio del
vero e proprio dibattimento.
Questo è il primo processo di questo tipo, come ammettono
persino i francesi qui giunti con tre bus, e sarà seguito,
non prima del 2014, da una causa in terra francese.
Che non si tratti di un processo banale lo notiamo sin dal
nostro arrivo, sono le ore 8:15, quando - all'entrata
normalmente utilizzata dalla maggior parte di coloro che
devono andare in Tribunale (quella all'angolo fra corso
Vittorio Emanuele II e via Giovanni Falcone) è presente un
ingente schieramento di "forze dell'ordine" preposto a far
passare solo le parti lese al processo in questione; nei
dintorni si notano anche i Vigli del Fuoco e una ambulanza,
mentre sul controviale di corso Vittorio Emanuele sono
posizionate delle strutture della Regione volte a dare
conforto ai convenuti, che si stima potrebbero essere circa
un migliaio, essendo in arrivo otto bus da Casale
Monferrato e tre dalla Francia.
Intorno alle ore 8:30 fanno capolino i primi presidianti:;
c'è la Cgil con il suo gazebo, il Comitato per la salute
sui luoghi di lavoro e sul territorio di Sesto San Giovanni
(MI), Medicina Democratica, l'Aiea di Turbigo (MI); il
consigliere regionale di Rifondazione, Alberto De Ambrogio,
il quale da me incontrato annuncia la presenza del
parlamentare europeo Vittorio Agnoletto, almeno per un
pezzo del presidio.
Quando sono le ore 8:45, arrivano i lavoratori della
Thyssenkrupp, con lo striscione delle Rsu aziendali,
quello dell'associazione Legami di acciaio, e quello della
Rete nazionale per a sicurezza sui luoghi di lavoro.
A seguire si presentano tutte le altre realtà, come
Medicina Democratica, l'Aiea di Turbigo (MI), Rifondazione,
Sinistra critica.
Mancano solo il Pcl di Ferrando, inesistente a Torino, e i
Carc, recentemente dilaniatisi tra loro.
Alle ore 10:00 i sindacati confederali danno vita ad un
comizio a più voci, di burocrati sindacali e parlamentari,
intervallati dai compagni della Andeva - la Association
National de Défense des Victimes de l'Asbestus - che
sottolineano l'urgenza di un coordinamento europeo tra le
varie esperienze, senza naturalmente lasciar decadere le
differenze tra queste.
Interviene anche il compagno Ciro Argentino, della
associazione Legami d'acciaio, che dopo aver ringraziato
per la grande partecipazione, ha ricordato la
manifestazione per la sicurezza sui luoghi di lavoro
convocata per il 18 aprile a Taranto, invitando tutti i
presenti a partecipare.

Torino, 06 aprile 2009


Stefano Ghio - Torino