NO CAV DAY A TORINO
In tutta Italia la giornata di martedì 8 luglio vede la
presenza nelle piazze di presidi, convocati dal movimento
dei Girotondini, per protestare contro le politiche del
governo del Nano di Arcore in materia di giustizia; alla
chiamata 'in difesa della democrazia' rispondono, tra gli
altri: i grillini, l'Italia dei valori, il Pdci, Sd e la
componente vendoliana di Rifondazione.
A Torino l'appuntamento è fissato per le ore 17:00 in
piazza Castello, davanti alla Prefettura; al nostro arrivo,
sono circa le 16:45, in piazza ci sono soltanto i militanti
del Pdci e della Fgci che raccolgono, sotto un gazebo, le
impronte digitali di chi volontariamente decide di farsi
schedare, esattamente come il ministro dell'Interno - il
legaiolo Roberto Maroni - vorrebbe fare con i bambini di
etnia rom.
Pochi minuti dopo arrivano i Girotondini che srotolano il
loro striscione blu proprio al centro della piazza, mentre
questa va riempiendosi - si fa per dire - delle bandiere di
Sd (circa una cinquantina, guidati dal portavoce
provinciale Maurizio Trombotto) e di quelle dell'Idv (molti
meno, forse una ventina); si notano anche una decina di
militanti del Pcl tutti 'armati' delle loro bandiere, e
l'ex senatore di Sc Franco Turigliatto.
Nonostante faccia parte degli aderenti ufficiali alla
manifestazione, brilla per la sua assenza Rc-Se: va detto
però che probabilmente qui a Torino i rifondaroli sono
troppo impegnati a massacrarsi a vicenda nei vari congressi
per pensare a qualcosa di altro che non sia la conta dei
voti nelle varie assise.
Quando, sono circa le 17:30, prende la parola un
rappresentante dei girotondini in piazza sono presenti
circa 500 persone, il che dimostra il sostanziale
fallimento della giornata torinese, nonché la assoluta
inconsistenza dei gruppi che hanno organizzato la
manifestazione.
Dobbiamo però fare una eccezione, quella che riguarda il
Pdci che, a differenza degli altri, ha dimostrato di avere
ancora una discreta capacità di mobilitazione - rappresenta
circa i due terzi dei presenti - nonostante il giorno e
l'orario scelti non fossero certo i più consoni per le
adunate oceaniche.
Inutile dire che hanno avuto buon gioco i fogliacci della
destra il giorno dopo a definire un tonfo la mobilitazione:
come dare torto a chi, il quotidiano di casa Arcore, il
giorno dopo sfotte aprendo con il titolo "Quattro
gatti"?
Torino, 09 luglio 2008