MANIFESTAZIONE NAZIONALE FIAT

Sabato 16 maggio si tiene, a Torino, la manifestazione
nazionale degli stabilimenti Fiat in difesa
dell'occupazione: gli operai temono che, dopo l'acquisto di
Chrysler ed Opel, l'amministratore delegato Sergio
Marchionne intenda chiudere due stabilimenti italiani, per
far fronte alle promesse - fatte alle amministrazioni
yanqui e tedesche - di non ridurre il numero dei dipendenti
delle fabbriche appena rilevate: è appena il caso di
sottolineare che il Governo italiano si è ben guardato
dall'imporre le stesse condizioni per gli stabilimenti che
sorgono sul proprio suolo.
L'appuntamento è per le ore 9:30 davanti alla porta cinque
dello stabilimento delle Carrozzerie Mirafiori; al nostro
arrivo sono già presenti molte realtà che vengono da altre
parti di Italia.
Si notano le delegazioni di: Alfa Romeo di Arese, Fiat di
Pomigliano, Fiat di Cassino, Fiat di Avellino, Fiat di
Melfi, Maserati di Modena, Iveco di zona San Siro di
Milano, Magna di Livorno.
Poco dopo arrivano numerose realtà cittadine e regionali
quali: Carrozzerie Mirafiori, Powertrain Mirafiori, Iveco
Stura, Pininfarina, Carrozzerie Bertone, Comau, Magneti
Marelli, New Holland, Mahle Valvole di Volvera, Ages di
Santena, Indesit di None, Elasis Torino, Alstom Ferroviaria
di Savigliano.
Sul fronte sindacale, è cospicua la presenza dello Slai
Cobas nazionale - negli spezzoni di Arese e Pomigliano - e
sono presenti in forze anche i tre sindacati confederali
più la Fismic; più contenuta la presenza della
Confederazione Cobas che si limita alla rappresentanza di
fabbrica.
Accanto ai sindacati, sono presenti le delegazioni dei
partiti della falsa sinistra istituzionale: Sinistra e
Libertà; Rifondazione, con la ex senatrice, ed ex operaia
Fiat, Marilde Provera; Pdci, con il candidato sindaco di
Collegno ed attuale europarlamentare Marco Rizzo; Sinistra
Critica, con l'ex senatore Franco Turigliatto; il Pcl, con
i suoi esponenti di punta Marco Ferrando e Franco
Grisolia; persino l'Idv ha una sua delegazione di una
decina di persone; manca solo il partito sedicente
democratico, ma la cosa sembra passare del tutto
inosservata.
Sempre sul fronte politico sono presenti: i circoli
piemontese e lombardo di Proletari Comunisti;
l'Organizzazione Comunista Internazionalista; Lotta
Comunista; il Circolo Internazionalista e Linearossa di
Viareggio.
Da segnalare inoltre le esigue, ma comunque importanti,
delegazioni degli studenti dell'Assemblea NO Tremonti e del
Comitato torinese per il Gay Pride - raccolti dietro lo
striscione del Circolo di cultura omosessuale Maurice ed
accompagnati da un camion munito di sound-system - che si
svolgerà nel pomeriggio nel centro della città.
Quando il corteo, le cui presenze sono valutabili in circa
diecimila persone, si mette in marcia per raggiungere la
sede della Fiat al Lingotto -  sita in via Nizza 250 - si
notano alcuni striscioni artigianali, tra i quali
spiccano: "No alla guerra tra i poveri", firmato dalla
Fiom, ed uno degli operai della Sevel, "Sevel dei record:
260 mila furgoni, mille operai licenziati"; durante il
percorso sono tantissimi gli slogan urlati, il più
gettonato dei quali sembra essere "Pomigliano non si tocca".
Quando - sono circa le ore 13:00 - il corteo si conclude,
gli operai danno vita ad un comizio, aperto dalle parole di
Corrado Delle Donne dello Slai Cobas nazionale: questi,
dopo aver stigmatizzato il fatto che la falsa sinistra
istituzionale sia presente soltanto perché è a caccia di
voti, invita i compagni a continuare la lotta al di là di
questa giornata.
Poco prima dell'intervento di Delle Donne c'è un piccolo
incidente diplomatico tra gli operai di Pomigliano dello
Slai Cobas ed il segretario nazionale della Fiom Gianni
Rinaldini, che viene allontanato dal palco con l'accusa,
del tutto fondata, di non aver fatto parlare - nel corso di
un'altra manifestazione - gli operai di Pomigliano mandati
dalla Fiat al reparto confino a cinquanta chilometri dalla
sede di lavoro.
Successivamente l'esponente dello Slai Cobas di cui sopra,
prima di arringare la folla, chiama Rinaldini sul palco per
fare il suo intervento, ma questi si guarda bene dal dare
seguito alla richiesta preferendo accusare gli operai di
<comportamento squadrista di cui la Fiom terrà conto in
futuro>.
A seguire, per chiudere la manifestazione, ci sono gli
interventi di due operai e di un giovane dell'Assemblea NO
Tremonti che ricorda come oggi ci sia la marcia contro il
G8 delle Università e legando la battaglia degli operai con
quella degli studenti.

Torino, 17 maggio 2009


Stefano Ghio - Torino