BEATA IGNORANZA

Nel corso dell'ultimo fine settimana di agosto, i cittadini
di tre regioni tedesche si sono recati alle urne per
rinnovare le assemblee elettive locali.
Nel complesso si è assistito ad una vera e propria débacle
sia dell'Unione Cristiana Democratica (Cdu) della primo
ministro - che qui ha il titolo di cancelliere - Angela
Merkel, sia della principale forza ad essa "alternativa",
ma nella realtà collusa in un governo di grande coalizione,
il Partito Socialdemocratico Tedesco (Spd) di Gerhard
Schroeder.
Ne ha approfittato la falsa sinistra denominata Die Linke,
La Sinistra, che in Turingia ha sopravanzato nettamente la
Spd, raccogliendo il 27,4 per cento dei consensi, contro il
18,5 per cento dei "cugini".
A proposito di analisi di risultati elettorali, ci piace
segnalare la assoluta ignoranza di Gennaro Migliore, del
gruppo dei rinnegati di Sinistra e Libertà (Sl), il quale
commenta come <lo straordinario risultato tedesco indica
con chiarezza quanto sia urgente anche in Italia accelerare
i tempi per la formazione di un vero soggetto politico
della sinistra... mettersi tutti a confronto, senza paura
di abbandonare ciò che è stato>.
Il poverino dimentica - o forse tralascia volutamente,
anche se noi speriamo si tratti solo di scarsa memoria -
due cose essenziali, che demarcano la differenza abissale
tra il sistema politico italiano e quello tedesco.
La prima è che Die Linke è sì un soggetto politico nuovo,
ma è l'unione dei riformisti della ex sinistra della Spd
(la cosiddetta Wasg) con il Partito del Socialismo
Democratico (Pds), erede diretto del Partito Socialista
Unificato (Sed) della Repubblica Democratica Tedesca (Ddr),
annessa alla Repubblica Federale tedesca (Brd) nel 1991.
La seconda è che, tuttora, in Germania vige una legge che
vieta al Partito Comunista di presentarsi alle elezioni con
il proprio nome e simbolo - tanto è vero che i candidati
della Dkp (Deutsche Kommunistische Partei) sono obbligati a
presentarsi nelle liste di Die Linke, rinunciando
forzatamente a presentare una propria lista autonoma con il
simbolo della falce e martello.
L'ignoranza, in generale, non è certo una colpa: lo diventa
se questa "patologia" affligge un politico di primo piano
quale l'ex rifondarolo napoletano, colui che per anni - è
bene ricordarlo - è stato il delfino preferito dell'(in)
Fausto.

Torino, 1° settembre 2009


Stefano Ghio - Torino