TORINO, 10 DICEMBRE: PRESIDIO CONTRO LE STRAGI SUL LAVORO
La mattina di giovedì 10 dicembre si tiene, davanti al Palazzo di
Giustizia di Torino a partire dalle ore 8:30, un presidio - indetto dalla Rete
nazionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro - per protestare contro le
continue
stragi sul lavoro.
La data coincide con l'apertura del processo contro la multinazionale
dell'amianto, la Eternit, che ha causato - solo in Italia, dove aveva
quattro siti: Casale Monferrato (AL), Cavagnolo (TO), Rubiera (RE) e Pozzuoli
(NA)
- più di duemila morti ed un numero imprecisato di malati di asbestosi e
mesotelioma della pleura.
Per dare una idea di che cosa significhi questo processo basti dire che
sono 2.889 le parti lese e che, per questa occasione, si sono mosse delegazioni
da: Francia (numerosi i minatori del sindacato Cfdt), Belgio, Paesi Bassi,
Inghilterra, Svizzera (con due striscioni che, in francese ed in italiano,
ricordano al padrone che lo stanno aspettando in Svizzera), Germania,
oltre naturalmente dall'Italia; a proposito di queste ultime, si notano ben
dieci autobus da Casale Monferrato, uno da Reggio Emilia ed un volo charter da
Napoli.
Sono numerose le sigle presenti, anche se molte di queste - soprattutto
quelle autoctone, che avrebbero naturalmente dovuto garantire il grosso
dei partecipanti - sono costituite da pochi elementi: in totale un migliaio di
persone.
Detto della presenza dell'associazione Legami d'acciaio, che molto si è
spesa nella preparazione della giornata, e della associazione Difesa del
territorio di Sesto San Giovanni (MI), che qui è anche in veste di parte civile
al
processo contro Stephan Schmideiny e Jean Claude Marie de Cartier de
Marchienne - i due padroni dell'azienda che ha avvelenato intere città -
dobbiamo
segnalare come si notino, anche perché numericamente ben visibili, alcune
sigle sindacali: lo Slai Cobas per il sindacato di classe - confluito qui da più
parti di Italia,- il Sindacato Lavoratori in Lotta per il sindacato
di classe, la Rdb-Cub, la Usi Sanità, la Cgil Piemonte; sul fronte politico
segnaliamo la presenza organizzata di Proletari Comunisti, Coordinamento
dei Collettivi Comunisti, Piattaforma Comunista, Carc, Lotta e Unità.
Non possiamo inoltre esimerci dal menzionare il fatto che ci siano anche
rappresentanti degli studenti del Collettivo del Politecnico, che in
questa battaglia stanno spendendo molte energie.
A questo punto i lettori si chiederanno dove fossero le sigle della
sinistra "ufficiale", quelli che in teoria avrebbero dovuto garantire, avendo
formalmente aderito alla manifestazione, la presenza di una cospicua
rappresentanza dei loro militanti: ebbene, è proprio da questi settori che
è mancata la volontà di far riuscire la iniziativa odierna, se è vero che
tutti loro, chi più chi meno, hanno portato in piazza un numero veramente esiguo
di persone: riteniamo, ad occhio e croce che - tra Pdci, Rifondazione, Sc e Pcl
- le loro presenze si possano valutare nell'ordine della ventina di persone,
mettendo le sigle menzionate tutte insieme.
Il presidio va avanti fino circa alle ore 13:00, con continui interventi
dal microfono aperto piazzato sulla strada, da dove rappresentanti delle varie
delegazioni spiegano le lotte che stanno conducendo nelle varie realtà.
Al termine viene ricordato che, il giorno 16 gennaio a Roma, si terrà la
prossima riunione della Rete per calendarizzare nuove iniziative per
seguitare a far vivere questa che è una battaglia di civiltà.
Torino, 10 dicembre 2009
Stefano Ghio - Torino