Nazan Ercan (Zeynep Kilic), in una cartolina per il primo maggio, ci ha scritto così:

Carissimi compagni
vi abbraccio con la gioia per il successo che abbiamo avuto sull'estradizione.
Non ci avete mai lasciati soli. Con la solidarietà, resistenza e dignità, vi abbiamo sentito sempre forte.
Spero che avremo lo stesso successo contro l'espulsione.
Cari compagni, ora vi saluto con affetto e con pugno chiuso!
VIVA IL 1° MAGGIO!
Ciao!
Nazan

Sappiamo tutti che il successo contro l'estradizione è stato un successo parziale, perché il rigetto dell'istanza di estradizione ha tenuto conto esclusivamente del principio "ne bis in ibidem", ossia:
"li abbiamo già condannati in Italia questi terroristi, non possono essere giudicati altrove per lo stesso reato" ma nulla vieta alla Turchia di riprenderseli, torturarli e ucciderli a piacimento una volta espulsi dall'Italia.
La Corte d'Appello di Sassari non ha infatti tenuto alcun conto dell'art. 10 della Costituzione e della Convenzione di Ginevra, che vietano l'estradizione nei paesi, come la Turchia, che non rispettano i diritti umani.
Sappiamo anche che la condanna per terrorismo in Italia, costituisce motivo ostativo per la concessione dell'asilo politico (se invece fossero stati condannati in Turchia, avrebbero potuto ottenerlo senza problemi, com'è successo nella precedente legislatura per altri prigionieri politici turchi). Non vogliamo essere disfattisti, ma a noi sembra che questa vittoria sia un po' una vittoria di Pirro e che la situazione di Zeynep sia tuttora molto delicata e va affrontata con maggiore attenzione. Il rischio che Zeynep, una volta uscita di prigione, venga rinchiusa in un cpt e poi espulsa è quanto mai concreto e imminente, come lo è stato per Abdellatif Ibrahim Fatayer: finito di scontare la sua pena è stato deportato nel CPT di Ponte Galeria in attesa di espulsione con obbligo di accompagnamento alla frontiera. Anche lui ha fatto richiesta di asilo politico, ma la legge la fanno i padroni, come ha confermato uno dei suoi avvocati e se all'azione legale non si accompagna un'adeguata mobilitazione, le probabilità che gli venga concesso, anche con l'interposizione della Corte Europea per i diritti umani, stanno a zero.
Pensiamo sia ora di inserire il problema dei CPT nell'agenda politica dei movimenti ed organizzazioni che si battono contro la repressione.

RILANCIAMO LA SOLIDARIETA’ DI CLASSE!

Contro la persecuzione politica dei comunisti, dei rivoluzionari, degli antifascisti, degli anarchici, degli antimperialisti.

Contro la piovra repressiva della borghesia imperialista, che tenta di fare tabula rasa di ogni movimento e individualità incompatibile con lo stato di cose esistente.
Oggi più che mai è necessario unire le forze per la costruzione di un soccorso rosso proletario di massa, perché tali sono ormai le proporzioni assunte dalla repressione e non è più possibile pensare di invertire la rotta di quest’ondata di criminalizzazione, disperdendosi in rivoli di singole campagne contro questa o quest’altra montatura. E’ guerra quella che il sistema capitalistico sta portando avanti contro il proletariato resistente e in guerra bisogna ritrovare l’unità, riconoscere gli amici, i fratelli, i compagni.
Basta con le montature politico-giudiziarie contro i movimenti, le lotte, le organizzazioni sindacali e proletarie!
Basta con gli abusi, gli omicidi e le aggressioni poliziesche, razziste e nazifasciste contro immigrati, cittadini inermi, antifascisti, ecc!
Basta con il regime del 41 bis, dell’EIV, dell’AS, usati per annientare la resistenza dei prigionieri rivoluzionari!
Basta con il fascista codice Rocco, con l’art. 270 bis e tutti i reati associativi, utilizzati ormai di routine come strumento di deterrenza e criminalizzazione delle lotte sociali!
Contro ogni forma di persecuzione politica e di tortura, in carcere e fuori
Contro il pacchetto sicurezza e le misure sicuritarie di stampo fascista e razzista di sindaci e prefetti, sceriffi in tricolore
Contro i CPT, i lager per migranti, dove ti fanno morire di fame e se protesti ti massacrano di botte. Perché se sei un immigrato sei automaticamente un criminale o tutt’al più non sei nessuno. E se non sei nessuno ti sbattono in un “non luogo” e possono fare di te quello che vogliono, tanto non esisti.
Ma noi esistiamo e resistiamo, con la nostra rabbia e la nostra solidarietà. Quello che lo Stato chiama terrore è amore di classe.

TERRORISTA” E’ IL PADRONE, NON CHI LO COMBATTE!
SOLIDARIETA’ DI CLASSE AI COMPAGNI INQUISITI!
LIBERTA’ PER I PRIGIONIERI RIVOLUZIONARI!
LIBERTA' PER MICHELE FABIANI, NOSTRO AMICO E COMPAGNO DI LOTTE!
LIBERTA’ E DIGNITA’ PER I COMPAGNI PALESTINESI DETENUTI IN ITALIA:

ABDELLATIF IBRAHIM FATAYER E KHALED HUSSEIN
LIBERTA' E INCOLUMITA' PER ZEYNEP KILIC E AVNI ER

Per questo aderiamo al presidio che si terrà a Bologna il prossimo 13 maggio, in occasione dell'Udienza preliminare dell'ottavo procedimento giudiziario intentato dal PM Giovagnoli contro i compagni dei CARC, dell’ASP e del (n)PCI.
Per questo raccogliamo e rilanciamo la proposta di Proletari Comunisti per un’assemblea nazionale contro la repressione il 21 giugno a Roma.


Rete Antifascista Perugina