Gianni Francescutti, "Marcello" (cfr.sentenza processo Taliercio-BR Venete, 1985, pagg.772-777)

vecchio militante di PO, passa alle BR nel 1974 e vi resta sino al luglio 1981 allorquando dopo l'esito del sequestro Taliercio, fonda la "Colonna 2 agosto". Arrestato nel febbraio 1982, decide nel giugno 1982 di collaborare, chiedendo di essere interrogato, cosa che avviene il 9-6-1982. Anche la sua compagna, Bono Marina, arrestata con lui in clandestinità ad Udine, si pente. Francescutti, il maggior reato che commise fu partecipare al sequestro Taliercio e portare indietro l'auto con il corpo da Tarcento a Marghera. Quindi a parità di condizioni, gli spettava l'ergastolo. Grazie alla legge sui pentiti, ottenuta grazie alle sue dichiarazioni, che non comportarono arresti di altri solo perché già avvenuti (cfr.pag.776), ottenne una condanna a 10 anni più 3 di continuazione e 1.000.000 di lire di multa. (Applicazione art.3, 1° comma, legge 304/1982).

Il proletariato non commette errore quindi se lo si indica come pentito, infame, collaborazionista della borghesia.

Scegliendo la clandestinità e la lotta armata, aveva assunto dei compiti, che ha rinnegato. Questo è l'elemento determinante. La conferma è poi venuta dalla "bontà" della condanna (in relazione a quella che avrebbe preso), che è stata scontata con le applicazioni successive di vari benefici (legge Gozzini ecc.).

(scheda del 27.12.2009)