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Il Primo Maggio dell’anno scorso
decine di neofascisti sfilarono per le vie di Graglia
con tanto di bandiere fasciste, aquile imperiali e celtiche per poi giungere al
cimitero del paese e dare luogo ad una commemorazione in dichiarato stile
fascista: venivano letti uno ad uno i nomi dei
fascisti fucilati dai partigiani proprio nei pressi del cimitero e ad ogni nome
il gruppo di neofascisti salutava romanamente al grido di “Presente!”. Tutto
questo a 
pochi giorni dalle celebrazioni del 25 Aprile
Festa della Liberazione dal nazifascismo e nella stessa giornata del Primo
Maggio, festa dei lavoratori di cui sappiamo bene che
i fascisti, pagati dai padroni, erano gli aguzzini ed i nemici principali. Infatti il partito fascista fu foraggiato e sponsorizzato dagli
industriali e dai latifondisti proprio allo scopo di soffocare le lotte che
operai e contadini attuavano per contrastare le angherie dei padroni e dei
proprietari terrieri. In quel periodo vi furono persone che combatterono per la
conquista dei propri diritti e per la libertà ed altre che invece indossarono
la camicia nera e si schierarono al fianco degli aguzzini, incarcerando,
torturando, uccidendo barbaramente chiunque opponesse
Resistenza al regime fascista. Nelle vallate del biellese e della Valsesia
molti paesi venivano rasi al suolo e dati alle fiamme
dalle brigate nere e gli abitanti uccisi barbaramente o deportati nei campi di
sterminio nazisti. Sono trascorsi 64 anni dalla fine della seconda guerra
mondiale ma le popolazioni del biellese non hanno dimenticato le privazioni, la
miseria, le torture, le deportazioni, le stragi e le devastazioni che uomini e
donne in camicia nera facevano sistematicamente sui nostri territori. Non
abbiamo dimenticato il terrore ancora vivo negli occhi degli anziani mentre ci
raccontavano queste orribili vicende. Come è possibile
quindi concedere l’onore delle armi ai torturatori, agli stragisti, agli assassini? I morti non sono tutti uguali e
anche i morti sepolti al cimitero di Graglia non lo
sono!! I neofascisti che vogliono dare luogo alla commemorazione al cimitero di
Graglia non intendono
commemorare i loro morti ma il loro obbiettivo è utilizzare quelle tombe per
proseguire l’opera di revisionismo storico utile alla riabilitazione dei
fascisti e del partito fascista, a fare apologia di fascismo contro i principi
e le leggi costituzionali aggirandole con la scusa
della umana pietà per i defunti. Si tratta quindi di una volgare e lugubre
provocazione di tipo politico. La
giornata utile a commemorare tutti i defunti (al di la
della loro collocazione politica o militare)
è il 2 di novembre e non il Primo Maggio. Nessuno si
indignerebbe se i parenti dei fascisti fucilati a Graglia
andassero in forma privata a ricordare i loro morti. Quello
che indigna è l’utilizzo politico e propagandistico che i fascisti fanno dei
morti sepolti a Graglia.
I fascisti dimostrano ancora una volta di non avere alcuno scrupolo e
nessuna pietà, nemmeno il rispetto per i morti!
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Abitanti di Graglia e del
biellese non accettate questa lugubre provocazione! Opponetevi all’utilizzo strumentale dei vostri cimiteri! Protestate contro
la riabilitazione del fascismo sulle tombe dei defunti! Fate sentire il vostro
sdegno alle Autorità competenti (Comune, Provincia, Regione e Prefettura)
telefonando, inviando fax o E-Mail di protesta.